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AUSL Bologna e Accreditation Canada: il percorso riparte, ma da dove?

il caso Ausl bologna-certificazioni

il caso Ausl bologna-certificazioni

Un progetto annullato e poi completato: il caso che apre interrogativi sulla gestione pubblica

di Simone rivarola02 maggio 2026Inchieste4 min

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...Il progetto si ferma, viene annullato e poi prosegue fino al risultato finale, ma il passaggio intermedio resta poco chiaro nelle fonti pubbliche disponibili..

Ci sono inchieste che nascono da un fatto, e altre che nascono da una domanda. Questa è una di quelle che nasce da una domanda che, più la si osserva, più diventa difficile ignorarla

L’AUSL di Bologna avvia nel 2021 un percorso con Accreditation Canada per ottenere una certificazione internazionale, il programma Qmentum Global, con un affidamento diretto di circa 398 mila euro. L’Autorità Nazionale Anticorruzione interviene segnalando una violazione del Codice degli appalti, e nel 2022 l’azienda sanitaria annulla l’atto in autotutela

Fin qui la storia è lineare, comprensibile, persino ordinaria nel funzionamento della pubblica amministrazione

Poi però succede qualcosa che rompe la linearità

Nel 2024 l’AUSL di Bologna ottiene la certificazione Platinum, il livello più alto previsto dal sistema. Il percorso è stato completato, sono state effettuate visite, audit, verifiche, attività progettuali Ed è qui che si apre il nodo centrale dell’inchiesta del Folletto Giornale Se il progetto viene annullato nel 2022, con quale atto amministrativo riparte e prosegue fino al 2024 Ad oggi, nelle fonti pubblicamente consultabili, questo passaggio non emerge con chiarezza

Non si tratta di una sfumatura tecnica, ma del punto più importante dell’intera vicenda, perché riguarda il modo in cui un progetto pubblico, finanziato con risorse pubbliche, viene interrotto e poi portato comunque a termine

Accanto a questo, emerge un secondo livello di riflessione, meno immediato ma altrettanto rilevante

Accreditation Canada è formalmente un ente no profit, ma opera all’interno di una struttura organizzata che gestisce decine di milioni di dollari l’anno tra attività di certificazione, consulenza, valutazione e sviluppo tecnologico, con collegamenti alla Health Standards Organization e flussi economici interni documentati Tradotto in termini semplici, significa che una parte delle risorse pubbliche utilizzate per questo percorso entra in una rete internazionale, invece di rimanere all’interno del sistema sanitario nazionale

E qui la domanda si allarga Perché proprio questo modello La motivazione ufficiale parla di un sistema in grado di certificare contemporaneamente ospedale e territorio, con standard internazionali di eccellenza. Ma l’ANAC, nel suo intervento, ha evidenziato che il mercato non è monopolistico e che esistono alternative

Questo apre un altro interrogativo, che ad oggi non trova risposta documentata nelle fonti disponibili È stata effettuata una comparazione tecnica reale tra Accreditation Canada e altri sistemi

Perché il punto non è se il modello sia valido in assoluto, ma se sia stato scelto attraverso un confronto trasparente con alternative già esistenti, comprese quelle italiane

Perché alternative esistono Il sistema nazionale di accreditamento, il lavoro di AGENAS, standard regionali già operativi, oltre a modelli internazionali come ISO, JCI o EFQM E allora il dubbio diventa inevitabile Perché ricorrere a un sistema esterno quando esiste già una struttura pubblica interna

A questo si aggiunge il ruolo dei protagonisti della vicenda Da un lato Paolo Bordon, direttore generale e promotore del progetto, con una visione orientata all’internazionalizzazione e alla certificazione come strumento di governance

Dall’altro Yuliya Shcherbina, figura chiave nello sviluppo europeo del modello, che rappresenta il collegamento operativo tra il sistema canadese e la sanità italiana

Non è una dinamica illegittima, ma è una dinamica che descrive con precisione come un modello esterno entra all’interno di un sistema pubblico

Uno apre la struttura l’altro la attraversa E a quel punto resta la parte più importante Quella che non si vede Perché oltre alla certificazione, restano aperti alcuni vuoti che rappresentano il vero cuore dell’inchiesta

Non è chiaro, nelle fonti pubbliche, quale sia stato l’atto amministrativo che ha consentito la prosecuzione del progetto dopo l’annullamento Non è chiaro quale sia stato il costo complessivo sostenuto tra il 2022 e il 2024

Non è chiaro quali dati siano stati condivisi durante il processo di valutazione e se sia stata effettuata una valutazione approfondita sul piano della protezione dei dati Non è documentata una comparazione tecnica dettagliata tra modelli alternativi

Non è disponibile un collegamento diretto tra la certificazione ottenuta e miglioramenti concreti per i cittadini, in termini di tempi, qualità o sicurezza dei servizi

Ed è qui che il discorso si sposta dal piano tecnico a quello giornalistico Perché il punto non è dimostrare un illecito, ma evidenziare un modello Un ente esterno che valuta un sistema pubblico che paga un risultato che certifica eccellenza Ma senza che sia chiaro, almeno pubblicamente, come si sia arrivati fino in fondo dopo uno stop formale E allora la domanda finale non è polemica, ma inevitabile

L’AUSL di Bologna ha ottenuto una certificazione internazionale di eccellenza

Ma chi ha autorizzato davvero il percorso dopo l’intervento ANAC Quanto è costato realmente ai cittadini E soprattutto Che cosa è migliorato concretamente nella sanità pubblica?

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