Dio in trincea: il ritorno delle guerre “giuste” nel XXI secolo

Dio in trincea: il ritorno delle guerre “giuste” nel XXI secolo
Fede, politica e conflitti: una riflessione su un meccanismo antico che continua a ripetersi
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La storia ci ha già dimostrato cosa succede quando l’essere umano usa Dio per giustificare la guerra. Abbiamo visto cambiare il nome, cambiare il contesto. Ma il meccanismo è sempre lo stesso: convincersi di essere dalla parte giusta, trasformando l’altro in nemico e legittimando l’uso della violenza in nome di un Dio. Il punto, però, non è solo “là fuori”. È anche dentro. Perché ogni volta che reagiamo da uno spazio di paura, di giudizio e di divisione, stiamo alimentando, su scala diversa, la stessa dinamica di chi combatte in nome di una religione. La vera spiritualità non crea nemici, ma li dissolve. E per arrivare a fare questo è necessario lavorare sui propri giudizi, sulle proprie paure, sui propri condizionamenti. La domanda non è cosa stanno facendo gli altri. La domanda è: da quale spazio sto rispondendo io, in questo momento?
In questi giorni sto leggendo cose che hanno del surreale. Da quando è iniziata la guerra in Medio Oriente, l’associazione americana che difende la laicità delle forze armate ha ricevuto oltre 150 denunce contro comandanti militari che stanno indottrinando i loro soldati, dicendo loro che combattono questa guerra in nome di Dio. In effetti, Trump stesso ha più volte evocato Dio per legittimare le sue scelte militari. Ho pubblicato a suo tempo anche un post sul mio profilo in cui ho riportato alcune frasi, a tratti esilaranti di questo personaggio svitato, un presidente americano che sinceramente mi lascia basito nel suo modo volgare di rivolgersi al mondo e a capi di stato di altri paesi, come se lui fosse l’unico a dire la verità.
Lo stesso Netanyahu cita spesso passi biblici per giustificare le operazioni a Gaza o in Cisgiordania. Ricordate Amalek, personaggio biblico figlio di Elifaz e nipote di Esaù, considerato l’antenato eponimo, cioè degli Amaleciti, un popolo nomade stanziato nel Negev e nel deserto a sud della Palestina, sterminato, secondo il racconto biblico, per ordine divino, con l’uccisione di uomini, donne, bambini e animali, qualsiasi forma di vita esistente. Netanyahu ha richiamato queste immagini per giustificare ciò che stava facendo a Gaza! Ma questo è il delirio di un folle senza freni a cui la comunità internazionale lascia fare ciò che vuole, del resto anche Hitler era un folle e gli hanno lasciato compiere un genocidio. Ma quelli che Netanyahu e Tramp chiamano “nemici” sono persone che combattono anche loro nel nome di Dio. Anche loro pregano. Anche loro sono convinti di essere dalla parte giusta, e forse lo sono molto di più di questi due personaggi ambigui che vogliono governare il mondo, anzi senza forse probabilmente lo sono perché è la loro terra, non è terra israeliana o americana. Ma è la loro terra che stanno cercando di rubare questi due stati criminali.
Allora, quando parlano di un Dio, a quale Dio si riferiscono esattamente? A quello cristiano? Ad Allah? Ad Ade? A Brahma? A Shiva? A Buddha? Perché di religioni ce ne sono in abbondanza nel mondo, quindi sarebbe giusto specificare in nome di quale presunto dio stanno parlando. In modo che il popolo capisca da che parte schierarsi. Non esiste una risposta scientifica o universalmente accettata alla domanda su quale sia la "vera" religione, poiché la fede è una questione personale e culturale. Ogni popolo, ogni persona, ha la sua cultura e la sua fede. Pete Hegseth, segretario della difesa americana, lo scorso anno ha rilanciato il sermone di un pastore che sosteneva che alle donne non dovrebbe essere permesso di votare né di ricoprire ruoli di comando nell’esercito, ma che dovrebbero essere sempre sottomesse al marito. Allora viene spontaneo chiedersi: di che cosa vorrebbero esattamente liberare gli americani alle donne iraniane, visto il sermone citato da Hegseth e il pensiero di fondo che è pericolosamente simile? Peraltro, ed è questo il punto più inquietante, il capo del Pentagono è, di fatto, anche il nostro capo: il comando della NATO è in mano americana. Quindi la questione ci riguarda molto da vicino. Siamo tornati forse al tempo delle crociate? Perché anche allora si diceva che fosse il volere di Dio. Anche allora i massacri si compivano in suo nome. La chiesa cattolica ne ha fatte ben 8 di crociate dal 1095 al 1274. Allora mi chiedo: che cos’è davvero la spiritualità? Perché la spiritualità che intendo io non parla di sterminare i popoli. Parla di riconoscere l’altro come uguale a sé. Parla di aumentare la compassione, di diminuire il giudizio, di fare pace prima dentro e poi fuori. La vera spiritualità non costruisce nemici, ma toglie la necessità di averne uno. E questo richiede lavoro su di noi: sui nostri giudizi, sulle nostre paure, sui nostri condizionamenti. Perché finché non facciamo questo lavoro, continueremo a reagire esattamente come i leader che condanniamo oggi, solo su scala diversa. Allora la domanda che vi lascio è questa: quante guerre sono state combattute nel nome di Dio da persone che non avevano mai fatto un minuto di lavoro interiore? E qual è la cosa più rivoluzionaria che possiamo fare, oggi, in questo momento? Ve lo chiedo perché io sono ateo. E, nel mio ateismo, mi resta difficile pensare che nel XXI secolo si combatta ancora nel nome di un Dio. Perché se ciò fosse vero, allora siamo veramente tornati all’età primordiale, quando si credeva in Gaia, Tartaro, Eros, Erebo, Urano e tanti altri. Ma era un tempo mitologico, più che storico in quanto rappresentava l’origine del mondo, e si vedeva come protagoniste divinità legate a natura, caso e creazione, ma stiamo parlando di migliaia di anni fa. Oggi siamo nel 2026 2026 anni dopo cristo e ancora si combatte in nome di dio. Ancora fanno sacrifici umani, guerre, cannibalismo, massacri, genocidi tutto in nome di un dio. Nell’età primordiale poteva starci, un pensiero del genere.
Oggi no! Oggi non esiste nessun dio che predica la guerra, esistono solo dei pazzi esaltati che si credono di essere divinità. Questo si!
Luciano Marrone
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