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“Ero da solo, ma circondato dalla polizia”: il racconto di una protesta dimenticata

“Ero da solo, ma circondato dalla polizia"

“Ero da solo, ma circondato dalla polizia"

Pandemia, proteste e narrazione pubblica: il caso di una testimonianza che riapre interrogativi

di Simone rivarola16 aprile 2026Inchieste3 min

Tra fatti, percezioni e verifiche mancanti, emergono domande ancora aperte

Il 1° settembre 2021, in piena stagione di tensioni legate al Green Pass, molte testate nazionali parlarono di proteste annunciate e poi rivelatesi un “flop”. Pochi partecipanti, scarsa adesione, nessun impatto reale.

Una fotografia che, almeno in parte, potrebbe essere incompleta

Secondo una testimonianza diretta fornita da Simone Rivarola, quel giorno a Rimini qualcosa accadde comunque. Non una manifestazione di massa, ma un’azione individuale: una protesta solitaria, dichiaratamente pacifica, che avrebbe portato al blocco temporaneo di un treno per circa sette minuti.

L’obiettivo, stando al racconto, era quello di attirare l’attenzione e ottenere un intervento delle forze dell’ordine per formalizzare una protesta. «Avevo detto chiaramente che avrei lasciato tutto pacificamente», riferisce

L’intervento però, sempre secondo la versione fornita, avrebbe assunto dimensioni sproporzionate rispetto alla situazione: più agenti presenti, presenza di personale della Digos e un accompagnamento presso gli uffici della Polfer.

È qui che il racconto si fa più delicato

Rivarola sostiene di aver subito maltrattamenti durante il fermo e che il proprio telefono, temporaneamente sequestrato, gli sarebbe stato restituito con i video registrati cancellati. Afferma inoltre di non essere stato denunciato e di essere stato rilasciato senza conseguenze formali, grazie – secondo la sua ricostruzione – all’intervento di una agente che avrebbe segnalato l’assenza di presupposti per il trattenimento.

Al momento, non risultano conferme indipendenti su questi episodi specifici, né documentazione pubblica che ne attesti con precisione lo svolgimento.

Resta però un dato più ampio e verificabile: in quei giorni le proteste No Green Pass si sono svolte in diverse città italiane, con esiti molto variabili. In alcune realtà la partecipazione è stata effettivamente limitata, in altre si sono registrate tensioni e interventi delle forze dell’ordine.

Il caso raccontato da Rivarola si inserisce in questo contesto, ma rappresenta una versione non documentata a livello mediatico, che solleva un tema ricorrente: il rapporto tra narrazione pubblica e realtà percepita.

Secondo il protagonista, il problema non sarebbe solo ciò che viene raccontato, ma ciò che resta fuori dal racconto. «L’opinione pubblica può essere pilotata anche da ciò che viene taciuto», afferma

Una riflessione che, al di là della singola vicenda, tocca un punto sensibile del sistema informativo: la selezione delle notizie. Perché ogni giorno, inevitabilmente, qualcosa viene pubblicato. E qualcos’altro no

Stabilire cosa sia rilevante, verificabile e degno di attenzione è il lavoro delle redazioni. Ma è anche il punto in cui si gioca la fiducia del pubblico.

E quando una testimonianza resta fuori da quel perimetro, la domanda non è solo se sia vera o meno È anche perché non sia mai entrata nel dibattito

Questa è una storia vera, la mia storia

simone Rivarola

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